Il 2023 si preannuncia come un anno difficile, anche per gli smart workers. La recessione globale all’orizzonte, come prevedono molti economisti, e l’Italia di nuovo a crescita bassa? Il Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni dice che forse no, le previsioni potrebbero essere smentite. In ogni caso, come evidenziato in un precedente articolo, per il 2023 c’è tanta voglia di lavoro stabile più che di lavoro agile. Quello speriamo di averlo dato per consolidato! 

Lavorare da casa è da una parte un privilegio e dall’altra un rischio. Ne abbiamo parlato spesso dei benefici dello smart working, come delle difficoltà e dei costi per i lavoratori che quest’anno si sono addossati costi energetici maggiori. In quest’ultimo caso non c’era niente di “smart”. Ecco l’anno 2023, deve essere quello di andare oltre, un po’ come il terzo disco per i musicisti e le rock band!

Gli smart workers adesso affrontano il periodo delle feste di Natale, quando gli uffici saranno effettivamente chiusi, e speriamo l’accesso da remoto ai software aziendali sia finalmente interrotto per una giusta pausa. 

Perché la rivoluzione del lavoro agile ha inevitabilmente alzato l’asticella di quel che si può considerare il momento della vacanza.

L’augurio è quindi quello di sapere quando staccare la spina, anche per chi pensa che il momento difficile comporti non mollare neppure quando si è in vacanza. L’invito è più esplicito per quei collaboratori – quelli abituati a essere valutati in base all’energia profusa nel lavoro più che sui risultati – che trovano difficile godersi qualche giorno di riposo. Il remote working non vieta di preoccuparsi di prendere una pausa. Il presenzialismo digitale – perché a questo equivale l’insistere a produrre quando si è in vacanza – non è nell’interesse di nessuno. 

Quindi anche gli smart workers più stakanovisti devono capire che le feste di Natale è intelligente riposarsi! Togliere gli occhi dallo schermo, camminare, fare stretching, dormire, leggere, può ritemprare il corpo e lo spirito. Oziare un po’ dà il tempo di fare un bilancio della vita frenetica in nome del sistema produttivo.

Non bisogna pensare di alimentare atteggiamenti da pigri, la vera pigrizia non può essere che il corrispettivo sul lavoro di quello che avviene su un campo di calcio quando si butta la palla in tribuna per perdere tempo. Forse non c’incastra molto ma abbiamo appena assistito domenica scorsa all’Argentina alzare la Coppa del Mondo in Qatar e la metafora calcistica mi sembrava in tono!

Allo stesso modo, essere precisi e portare risultati nel corso dell’anno rende il riposo un degno diritto. Bisogna sapersi prendere il proprio tempo di recupero delle energie, perché nel 2023 ci sarà ancora tanto da fare.

Con l’occasione vi anticipo che nel 2023 ci saranno grandi novità che riguardano il nostro magazine, nell’attesa Buon Natale dalla redazione di Smart Working magazine.

Auguri smart, ovviamente!