In questo momento di grave emergenza il lavoro di Smart Working Day non si è fermato. Anzi, abbiamo moltiplicato gli sforzi continuando a formare/ informare, tutti coloro che ci seguono, sulla cultura del lavoro agile. Ospitiamo una doverosa presa di posizione del nostro fondatore Samuel Lo Gioco per esprimere il nostro stato d’animo.

Ogni giorno, per quanto ci impegniamo nel nostro lavoro anche in questo periodo drammatico, perché doveroso, sono in lutto per la nostra nazione. 

Ormai ho smesso di seguire i media, evitando che la tristezza si tramuti in ribrezzo verso i miei simili. Un ribrezzo per quei messaggi di rassicurazione che indicano come il tasso di mortalità colpisca anziani o persone già in cura oncologica. Questo a mio avviso è un messaggio negativo, induce a far credere ai giovani di essere immuni, scherzandoci con video messaggi ironici, in un momento in cui la voce della nazione condotta dai media dovrebbe essere più umano, per sensibilizzarci e accorciare emotivamente le distanza da chi sta soffrendo. 

Dietro quei numeri ci sono persone, perché ognuno di noi ha un padre e una madre, un nonno e una nonna e sono certo che teniate molto a loro. Allora vi invito a immaginare la dura vita delle molte persone affette, lontane da tutti per paura del contagio, in una stanza silenziosa che odora di morte. Poi ai loro cari, che vedono caricare sopra un camion militare la bara con dentro il corpo della persona cara diretto a un crematorio senza alcun rituale espresso in memoria della sua vita. Adesso immaginate che dentro a quella bara ci sia una delle persone a voi care e amate. Non c’è niente di confortevole in quello che sta succedendo, qualunque sia il messaggio rassicurante che ci arriva dai media.

Ecco, sono in lutto per queste persone e per coloro che lavorano nel campo sanitario, gli “angeli bianchi”, mentre ci sono altri che continuano indifferenti a privilegiare il proprio interesse individuale, come se a loro questa emergenza non riguarda. Lo sappiamo bene: è difficile restare a casa. Ma è pur sempre l’unica cosa utile che possiamo fare in segno di rispetto.

Tuttavia noi non possiamo fermarci. Sentiamo un senso di responsabilità sociale. Per quanto la situazione trascini dietro un peso di amara tristezza, andiamo avanti, supportando le aziende nel percorso di informazione/formazione sulle tematiche legate al lavoro agile. Noi, come altre realtà simili alla nostra, sentiamo l’obbligo e la responsabilità di contribuire a tenere in piedi il sistema, per non far crollare ancora di più l’economia del nostro “Belpaese”.

Pertanto mi scuso se non riusciremo a comunicare con sorriso ed entusiasmo, perché dentro soffriamo non solo per i nostri connazionali, ma per tutte le persone a cui il Covid-19 ha segnato la vita.”

Samuel