Luca Brusamolino di Workitect ci anticipa i temi del webinar sull’organizzazione della ripartenza.

Durante l’emergenza sanitaria, il nostro esperto HR Luca Brusamolino è stato ospite prima a RTL 102.5 e Radio Capital per parlare di smart working e gestione della ripartenza per molte attività produttive. Personalmente, da sociologo, il rientro al lavoro per 4 milioni di persone – costrette ad un’inattività forzata – lo trovo un nuovo grande esperimento sociale dopo l’isolamento a casa. Ho colto l’occasione del webinar di domani organizzato da Smart Working Day “#Fase 2: come gestire il rientro in sede” per fare a Luca delle domande sul tema del dibattito.

Com’è stato lo smart working nell’isolamento?

Abbiamo visto che l’emergenza da Covid-19 ha costretto a cambiare abitudini, ma ha anche portato ad una maggiore diffusione della tecnologia e velocizzato i processi decisionali. Le imprese si sono trovate da un giorno all’altro a far lavorare a casa i collaboratori, qualcosa ha funzionato, qualcos’altro no perché non tutti hanno la disponibilità di uno spazio adeguato e la tranquillità per farlo. Resta indubbio che lo “smart working” è entrato nel lessico familiare e molti ne avranno colto gli aspetti positivi. 

Quali problematiche porta la fine delle restrizioni previste dal legislatore?

Una volta chiarito se le azienda rientra nelle categorie a cui è concesso di riaprire i battenti, gli imprenditori devono organizzarsi in maniera sistemica ad accogliere i lavoratori. Bisogna ragionare come minimo nell’intervallo lavorativo di sei mesi e adeguarsi ad alcune fondamentali precauzioni. Prima di tutto va da sé che gli ambienti dovranno essere sanificati, poi occorrerà dare un’occhiata al calendario. Per capirci, come check organizzativo, è fondamentale sapere che tipo di esigenze di mobilità hanno i dipendenti per raggiungere il posto di lavoro. 

La questione del pendolarismo è centrale, soprattutto in una realtà come quella dove vivi tu, l’area urbana milanese…

Appunto. Bene intervenire sul distanziamento delle scrivanie, ma se le persone arrivano tutte prendendo la metropolitana nei soliti orari non gli facciamo un gran servizio di prevenzione. Forse è necessario porsi qualche domanda sul tragitto, chi abita più vicino e chi può utilizzare un mezzo proprio. Quindi un filtro potrebbe essere su quelli che non hanno alternativa ai mezzi pubblici per gli spostamenti. 

Il layout degli spazi non può essere stravolto nel breve periodo, ma quantomeno rivisto. Come garantire la distanza sociale?

Lo scenario che si prospetta è molto vicino a quello dove qualcuno lavora un giorno sì e uno no, o la mattina e qualcun altro nel pomeriggio, alternandosi con lo smart working. Ci sono così tutta una serie di aspetti da gestire e che andranno visti con un approccio sistemico: il controllo degli accessi, la pulizia degli ambienti, magari pensare a dei sensori sulla qualità dell’aria e come hai detto tu una chiara comunicazione interna per garantire di rimanere ad almeno un metro di distanza! 

Oltre al tuo contributo, quali ospiti ci sono al webinar di domani?

Come sempre abbiamo organizzato un incontro con ospiti e contenuti di alto livello:

  • Prof. Luca Solari, UniMi, CEO a Orgtech, Coordinatore Scientifico #FASE2;
  • Simone Casella, Architetto di Workitect, esperto nella progettazione di spazi di lavoro;
  • Pasquale Bacco, CEO di Meleam, Medico esperto in medicina e sicurezza sul lavoro;
  • Sergio Alberto Codella, Avvocato presso Lexacta, esperto in Diritto del Lavoro e Relazioni Sindacali; 
  • Matteo Toson, Mobility Manager AITI, esperto in piani di Mobilità;
  • Matteo Coppi, Sales Engineer @ETT, Ingegnere Ambientale esperto in impianti di trattamento aria.

Appuntamento quindi mercoledì 6 maggio ore 11:30 a Smart Working Day il webinar sulla gestione del rientro in sede.

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