Allo Smart Working Day 2021 un atteso intervento sulla “cultura della felicità” in azienda.

Ha ancora senso parlare di felicità al lavoro…

…In un mercato del lavoro profondamente cambiato?

Giovanni Battista Pozza è considerato uno dei maggiori esperti al mondo di felicità al lavoro ed employee experience. Lavora da remoto da quando nessuno sapeva cosa volesse dire e vive tra l’Italia e il Costa Rica. È un professionista nell’aiutare team e aziende a sfruttare il lavoro da remoto come asset strategico, non a caso ha lavorato con un gran numero di aziende nella classifica “Fortune 500” e “Fortune 100”.

La prima conferenza sulla felicità al lavoro a cui partecipò Giovanni si chiamava “Hacking Happiness” ed era il 2014 a Londra. Proprio dalla parola hacking dovremmo farci guidare per comprendere che un pò hacker lo dobbiamo essere per diventare felici o aiutare gli altri a farlo, ad esempio in un organizzazione. 

Ogni hacker ha la propria formula.


Lo stesso vale per le organizzazioni, anche se pattern comuni sono facilmente riscontrabili e replicabili grazie all’employee experience, cioè quell’esperienza di lavoro “centrata sulla persona” che esalta le prestazioni e la competitività aziendale.

Comunque sì, ha sempre senso parlare di felicità al lavoro – ci dice Giovanni – soprattutto in un mondo in cui il lavoro è diventato “agile”, “ibrido”, “remoto” e in generale nella YOLO economy.

Eppure di tutto questo sconvolgimento del mercato del lavoro nel sud della “sua” Costa Rica non se ne sente la mancanza e non si sa neppure molto di quello che succede oltre la foresta. Lui non promette niente sull’attendibilità dei suoi spostamenti, però potrete incontrarlo sicuramente allo Smart Working Day il 19 novembre a Milano e il 25 novembre a Roma dove terrà un bel salotto per parlare di felicità al lavoro e benessere in azienda nell’era del lavoro agile.