Il lending crowdfunding immobiliare dedicato alla rigenerazione dei borghi è una tendenza che s’inserisce nella riscoperta di luoghi dove tornare a vivere. E l’Italia è in questo la destinazione perfetta. Il ritorno ai borghi ha preso piede dal 2020, in concomitanza – o in reazione – alla pandemia e le restrizioni. La riscoperta dei piccoli centri come scelta di vita segna una piccola rivincita per quella che è stata la spina dorsale del nostro Paese per secoli. Sacrificati in nome della modernità, sembrano tornati adesso centrali nella società post-moderna. Da dove nasce questa scelta di tornare ad abitare luoghi periferici? Cosa ci stanno trovando qui molte persone in remote working che hanno lasciato i grandi centri urbani?

I borghi rappresentano la fuga dal “vecchio mondo”, sono ossigeno e spazi verdi. E non c’è destinazione meglio dell’Italia che può offrire campagna, mare e montagna una volta preso coscienza delle difficoltà pratiche di vivere nelle grandi città. La destinazione è particolarmente apprezzata a livello europeo, perché il Belpaese è ancora in testa alle preferenze dove piace vivere alle famiglie, favorita dal remote working come sopra annunciato

In quest’ottica i dati di ITS Lending – unica piattaforma italiana per la raccolta fondi focalizzata nel recupero e rilancio edilizio dei centri storici, dove chi investe presta un capitale che gli verrà restituito – ci informano che il lending crowdfunding immobiliare dedicato alla rigenerazione dei borghi italiani, nel suo primo anno di vita, ha raccolto oltre 1,6 milioni di euro. Fondi che hanno contribuito a finanziare la ristrutturazione di 25 immobili in sei regioni: 15 in Sicilia, 3 in Sardegna e in Toscana, 2 in Puglia e uno rispettivamente in Emilia Romagna e nelle Marche.  Un quinto degli investitori totali non sono residenti in Italia e, nel complesso, ciascun investitore ha allocato sui singoli progetti da 100 a oltre 20.000 euro.

Il mercato del lending crowdfunding immobiliare nel 2022 si è dimostrato estremamente dinamico. Secondo i dati forniti da Crowdfunding Buzz, con oltre 300 progetti finanziati per più di 80 milioni erogati, la raccolta rispetto al 2021 è aumentata del 50%. 

Considerando che circa il 30% di questi borghi che hanno sofferto lo spopolamento sono concentrati nel Sud Italia – e hanno difficoltà per investire in progetti non ordinari – scopriamo ad esempio che è stata appena lanciata su ITS Lending un’offerta di investimento, nel suo terzo progetto immobiliare a Caprarica di Lecce, nel Salento.  

Il progetto prevede la realizzazione di un’abitazione privata di circa 550 metri quadrati, con un giardino di 400, ricavata dal recupero dell’area di uno storico frantoio, realizzato alla fine dell’ottocento, che conserva tuttora l’antica vasca di molitura in pietra e le macine per la frangitura delle olive.

Il lavoro di riqualificazione include la ristrutturazione del frantoio e del giardino, compresa la creazione della piscina, oltre, naturalmente, alla ristrutturazione dei locali interni. Un’attenzione particolare verrà data alla sostenibilità ambientale, grazie alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e di uno solare centralizzato per la produzione di acqua calda. Inoltre, per mantenere viva la memoria artigianale del luogo, l’ex frantoio sarà recuperato conservando, come elementi di arredo, la vasca da molitura e le macine. 

Caprarica di Lecce

Con il al contributo di chi investirà attraverso ITS Lending, i lavori, che si prevede saranno completati entro gennaio 2024, ridaranno dunque vita a un edificio storico concorrendo anche alla riqualificazione dell’intero borgo.

Secondo Fabio Allegreni, responsabile business strategy del portale, per il 2023 le prospettive di crescita sembrano rosee: “Abbiamo in pipeline moltissime nuove operazioni, sia nei borghi già apparsi sul nostro portale, sia in nuovi borghi. Il 2022 è stato un anno di test e il nostro obiettivo per il 2023 è di incrementare il numero di deal aumentando anche l’importo medio delle singole raccolte che, ad oggi, si è attestato intorno a 60-70 mila euro. Infine, non escludiamo, prima della fine dell’anno, di lanciare anche campagne di crowdfunding per contribuire a finanziare piccole attività imprenditoriali nei borghi oggetto degli interventi immobiliari per stimolarne la rivitalizzazione anche nel loro tessuto economico”.