L’idea di Tea & Tao è nata tre anni fa, dopo che l’azienda di telecomunicazioni per cui lavorava Marco Albasio ha chiuso l’attività in Italia. All’inizio, per riflesso, Marco si era messo subito a cercare un lavoro in un’azienda simile o comunque che svolgesse attività legate all’ambito nel quale aveva lavorato per 30 anni. Durante questa ricerca e nei diversi colloqui con le aziende si è però reso conto che aveva perso la carica di motivazione per quel tipo di attività. Dopo un periodo di introspezione e dialogo in famiglia ha visto che era venuto il momento di cambiare. Volevano occupare le giornate con attività dove potessero avere la libertà di fare bene alle persone in modo più diretto. 

Su Smart Working magazine ho deciso di presentare il caso di questa realtà milanese perché l’intervista al fondatore di Tea & Tao – oltre a valorizzare l’importanza della cultura orientale – fa emergere la difficoltà delle grandi organizzazioni di ottenere dai loro collaboratori una motivazione che vada al di là della busta paga. 

Quale “why” è all’origine di Tea & Tao? 

Abbiamo scelto di chiamarci Tea & Tao, perché volevamo unire benessere che proviene da elementi storicamente provati come salutari, ma non ancora ben conosciuti in Italia.  In famiglia da anni abbiamo la passione della cultura orientale e sappiamo quanto sia basata su un bilanciamento sano tra benessere e lavoro. Per questo dopo una fase di avvio con vendita al dettaglio, abbiamo esteso la nostra attività anche al mondo del lavoro. Con prodotti e workshop dedicate alle imprese e organizzazioni.

Quali sono le vostre buyer-persona? E qual è il mercato di riferimento?

Con l’arrivo della pandemia e con le restrizioni sul contatto diretto ci siamo associati con la Sensi-Ateliers per estendere i nostri servizi anche alle aziende. Le aziende vivono un momento di grandi cambiamenti grazie alle nuove modalità di lavoro, dette “smart working”. In questa modalità, pratica per molti aspetti, viene però a meno il contatto diretto. Abbiamo, quindi, messo insieme diversi workshop che danno in maniera molto potente diverse possibilità di connettersi in modo profondo tra colleghi.  Per esempio, a clienti come Axa e Orange abbiamo offerto un workshop dedicato alla resilienza.

Quale rilevanza ha la componente digitale nella vostra company? 

La componente digitale nella nostra azienda ha avuto molta importanza fin dall’inizio. Prima ancora di avere una sede fissa, abbiamo cominciato con la vendita online.  Creando da noi il nostro sito web e con la promozione tramite diversi canali social. Con l’avvento della situazione pandemica questo aspetto è diventato ancora più importante. Grazie anche alla spinta della digitalizzazione in tutta la popolazione, abbiamo aggiunto la possibilità di offrire sia ai clienti al dettaglio che alle aziende eventi e sessioni online con diverse piattaforme di videoconferenza.

Marco Albasio Tea & Tao

Quali vantaggi può portare il pensiero laterale alle PMI? 

Bellissima domanda che è legata anche al tipo di mentalità che vogliamo partecipare a sviluppare.  Il pensiero laterale porta a riflettere meglio all’attività che stiamo svolgendo.  Diventa più importante essere motivati personalmente nel proprio lavoro.  In fasi diverse della vita ci sono diversi bisogni. Può essere utile imparare a lavorare in squadra e a svolgere mansioni di diverso tipo richieste dal datore di lavoro, e questo ti porta a crescere e espandere le tue abilità personali e intrapersonali. A un certo punto però arriva il momento di partecipare con una spinta creativa più libera. Qui si ha la possibilità di mettere insieme le proprie passioni con un’offerta che sia allo stesso tempo utile e innovativa. È necessario sia utile perché alla fine tutti siamo motivati dal fare del bene per la nostra comunità. Innovativa viene per forza, perché siamo tutti diversi e grazie a questa differenza possiamo fornire un punto di vista nuovo che sia di ispirazione per molti. 

Quale contributo può, invece, dare la cultura orientale all’attuale scenario economico? 

La cultura orientale ha una storia plurimillenaria come la nostra. Solo nell’ultimo secolo il mondo occidentale ha cominciato ad apprezzarne il valore. Il livello di vita sempre più stressante del modello sociale occidentale è arrivato ad un punto dove sempre più persone cercano soluzioni per vivere in modo felice. Nelle filosofie orientali si pone molta attenzione all’amore per sé stessi alla base di tutto. Il concetto è che lo sforzo per la comunità, il vicino e la famiglia, viene fatto perché se ne trae piacere personale. Ci si rende conto che nel subconscio le persone non possono essere felici se sono circondate da persone infelici. E da questo nasce il motore che stimola la nostra attività. Con questo non dico che bisogna abbandonare quanto c’è di buono nella nostra cultura. È sempre utile tenere in mente più punti di vista diversi. Dalla loro fusione nascerà senz’altro qualcosa di innovativo e flessibile.

Quali suggerimenti vuoi condividere? 

Assicurarsi che si lavori con una squadra ben affiatata è molto importante. Per questo è essenziale fin dall’inizio coinvolgere il più possibile tutti i membri della squadra per fare in modo che il lavoro che devono svolgere rientri nelle loro motivazioni personali, nel loro “why” appunto.