Nel 1976 Ingvar Kamprad, ideatore di IKEA, pubblica “Il testamento di un commerciante di mobili”, un compendio della visione del colosso svedese da parte di chi l’ha creata e l’ha resa un brand innegabilmente vincente. Una lezione per tutto il mondo del retail:

creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza

Una filosofia che abbraccia ogni progetto, dalla sostenibilità ambientale al più piccolo accessorio decorativo e che incarna una cultura manageriale ancora sconosciuta ai più.

Il modello IKEA

Kamprad è morto all’inizio di quest’anno ma il suo modello di business è ancora vivo e detta le regole per tutti i competitor del mondo del retail. Assortimento, riconoscibilità, funzionalità e prezzo sono il fondamento del successo dei prodotti IKEA. Ma alla base vi è lo spirito di “una realtà viva e avvincente”, nata da un piccolo gruppo andatosi espandendo. La volontà di mantenere intatti i principi dell’inizio, impedendo all’espansione la solita pratica di corruzione dell’etica originaria. Un compito arduo, demandato ai manager

Per te che hai responsabilità manageriali è estremamente importante motivare e favorire lo sviluppo dei tuoi collaboratori. Lo spirito di gruppo è bello, ma richiede che tutti i componenti si sentano partecipi e responsabili dei propri compiti.

Principi chiave della buona cultura manageriale che sola può condurre a una crescita organica al passo con i tempi: responsabilità e sviluppo.

IKEA e smart working

Ikea Italia è stata una fra le prime aziende del nostro paese a utilizzare modalità alternative alla forzata permanenza in ufficio. Il remote working è sempre stato una possibilità per impiegati, quadri e dirigenti e già negli anni 2000, il telelavoro era una realtà per gli addetti al customer service. Dopo la legge 81/2017, lo smart working è entrato a pieno titolo fra le alternative di tutti gli amministrativi che possono svolgere le proprie mansioni da casa fino a quattro giorni lavorativi a settimana. Una conferma pratica quindi che testimonia la necessità di una buona cultura manageriale per poter introdurre con i giusti strumenti di collaborazione lo smart working. Una cultura manageriale quella promossa da Kamprad, che richiama molte delle necessità intrinseche di un progetto di smart working e che riguardano principalmente l’attitudine dei vertici a favorire il coinvolgimento e la crescita dei dipendenti.

Un buon manager è colui che…

La relazione fra il manager e il dipendente è una relazione bidirezionale aperta: l’attitudine del primo influenzerà quella del secondo e viceversa. Per questa ragione, l’efficacia del lavoro agile è strettamente connessa con la fiducia esistente fra comparto manageriale e squadra operativa e solo un progetto in cui si preveda la responsabilizzazione dei dipendenti per le mansioni di competenza, otterrà i risultati desiderati. Responsabilità e crescita due parole che non sempre vengono associate al lavoro dipendente ma che sono la chiave della felicità al lavoro e quindi della maggiore produttività delle aziende stesse.

Un lavoro non dovrebbe mai essere solo una fonte di sostentamento. Senza entusiasmo nel lavoro, perdiamo un terzo della nostra vita che niente e nessuno ci potrà restituire.

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