“Para vivir mejor”…Per augurare buone feste ai nostri lettori ho scelto lo slogan della campagna elettorale di Gabriel Boric, il giovane neopresidente eletto del Cile che a marzo, a soli 36 anni, salirà al Palazzo della Moneda. La scelta non è casuale, anzi è simbolica per tanti motivi.

La prima è il nome della sua coalizione, “Apruebo Dignidad” – ovvero approvare la dignità – e la dignità è incommensurabilmente legata al lavoro. In particolare lo smart working nella sua funzione di worklife-balance.

Secondo perché anche nel suo programma elettorale uno dei punti è la riduzione dell’orario di lavoro, sulla scia di tanti paesi che abbiamo visto proporlo ultimamente, dalla Spagna al Giappone, dall’Islanda alla Finlandia.

Infine, perché questo giovanotto ambisce a seppellire il neoliberismo nel paese che più ne ha pagato il tributo di sangue, lì dove durante la dittatura militare il lavoro è stato più svenduto agli interessi di multinazionali straniere. Il Cile, bisogna ricordarlo, è la più sviluppata economia del Sud America e l’unico membro latinoamericano dell’OCSE.

Apertura doverosa dedicata a Boric, veniamo a noi di Smart Working Magazine, perché è tempo di bilanci.

Il 2021 di Smart Working Day

Il 2021 è stato l’anno che ci hai visto tornare protagonisti con un evento dal vivo, lo Smart Working Day, cavallo di battaglia della nostra organizzazione. Poi c’è la crescita del magazine, stiamo veleggiando verso i 10.000 lettori al mese, un traguardo che però vogliamo sia un punto di partenza. C’è ancora tanto da fare in termini di cultura del lavoro in Italia e noi vogliamo essere in prima linea a raccontare il “future of work”.

Ma abbiamo fatto molto altro, dal raccontare il progetto di Samuel Lo Gioco Van Working all’esperimento digitale dello Smart Working Village, dal reportage dentro la fabbrica GKN di Firenze, alle tante interviste con HR e esperti di lavoro agile. E ancora abbiamo scritto di workation, Yolo economy, tecnologie o coliving per lavorare in ambienti stimolanti.

La prima persona che mi sento di ringraziare per il lavoro di quest’anno è proprio Samuel, tre anni fa mi ha chiesto di fare il responsabile di redazione di questo magazine, quando ancora di smart working ne sapevo poco. Un pò dietro le quinte, ma di fondamentale importanza, il contributo di Giovanni Battista Pozza. Non solo come esperto di “felicità al lavoro”, ma per tutto il supporto tecnico al magazine. Poi il mio pensiero va a chi ha arricchito di tematiche il nostro 2021 – Giulia, Miriam e Alessandra – con spunti e interviste. E ancora, i puntuali interventi del nostro avvocato giuslavorista Sergio Alberto Codella, che ci aiuta a districarci nel mondo della normativa sul lavoro agile in Italia.

Il 2022 all’orizzonte: un nuovo anno di smart working

Bisogna essere onesti, la pandemia è ancora una lunga la battaglia e lo smart working è uno strumento per arginarne la diffusione. Più mi generale, proprio negli appuntamenti del “Day” a Milano e Roma abbiamo iniziato a chiederci come rendere “utile” il lavoro agile dopo aver compreso con fatica e disagi che “si può fare“.

E qui torniamo allo slogan iniziale: per vivere meglio. Il 2021, ho scritto in un mio precedente editoriale, è da archiviare come l’Anno Zero della nuova normalità, tra Grandi Dimissioni, ritorni a singhiozzo in ufficio e multinazionali che riducono i loro spazia aziendali, ormai non più necessari con i collaboratori a operare da remoto.

Allo stesso modo abbiamo scritto <<una cosa che i manager devono capire è che non ci sarà un ritorno alla normalità, questa – dopo 20 mesi di pandemia – è la (nuova) normalità. E lo smart working ne è il cardine centrale>>.

Ecco il 2022 sarà un anno di “costruzione” dopo uno di “consolidamento”. Ci sono ancora molti sforzi da fare, Buone Feste a tutti i nostri collaboratori, ai lettori abituali e a quelli saltuari. Auguri, ne abbiamo davvero bisogno.