Il giorno dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, Emmanuel Macron è andato alla “caccia al voto” nel nord della Francia, la zona delle fabbriche che chiudono, dove la rivale Marine Le Pen ha molti feudi. Il presidente uscente, con cinque anni di politiche a favore dei ceti più ricchi, riparte dagli operai che stanno perdendo il lavoro – nonostante a livello generale la disoccupazione sia scesa al 7,2% – per sconfiggere l’estrema destra al ballottaggio!

In questo articolo Smart Working Magazine vuole presentare “Mapping The Rust”, una ricerca fotografica di Michele Borzoni – membro fondatore del collettivo fiorentino di fotografia documentaria TerraProject Photographers di cui fa parte dal 2006 – sulle trasformazioni del paesaggio industriale francese ma anche sui cambiamenti sociali, politici e culturali che ne sono seguiti.

Il progetto racconta la crisi della classe operaia, impoverita dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione e sempre più vicina ad ideologie sovraniste e populiste. Il progetto è vincitore del Premio Basilico, riconoscimento voluto dall’Ordine degli Architetti di Milano, dalla Fondazione Studio Marangoni e dall’Archivio Gabriele Basilico, dedicato al grande protagonista della fotografia internazionale Gabriele Basilico. 

Michele Borzoni
Bouchain, 2021 Coal-fired electric power station until the 1970s, then converted to natural gas.

Fino all’inizio del XXI secolo, il bacino minerario di Nord-Pas-de-Calais in Francia è stato uno dei motori trainanti dell’economia francese. Il carbone, l’acciaio, ed il tessile hanno creato ricchezza per molte generazioni. Tuttavia, con l’avvento della globalizzazione e la delocalizzazione, le classi operaie, un tempo progressiste, hanno cominciato ad impoverirsi virando verso il voto all’estrema destra. Sono questi i temi di “Mapping The Rust”, ruggine, carbone, acciaio, tessile, utensili, sindacati, ideologia sovranista e populismo, al centro dell’indagine. 

Oggi la “Rust Belt” francese corre lungo l’autostrada A2, al confine con il Belgio, da Bethune a Valenciennes. La crisi economica innescata dalla speculazione finanziaria negli Stati Uniti e la successiva pandemia sanitaria hanno acuito le fragilità di un sistema produttivo già precario. Nord-Pas-de-Calais è lo specchio della crisi di uno dei welfare state più generosi al mondo.

Così, i dipartimenti a nord-est di Parigi sono diventate terre di conquista dei partiti di estrema destra e di movimenti populisti, in particolare il Rassemblement National ne ha fatto una roccaforte esattamente come la Provenza e la Costa Azzurra a sud per opposti motivi. Si tratta di un fenomeno molto chiaro che è possibile osservare in molte zone industriali della vecchia Europa, dalle Midlands in Inghilterra fino a Taranto e Piombino in Italia. 

Valenciennes, 2021 From left, Eric Bouchet and Cedric Bruggeman at the blast furnace; they have worked for Ascoval for 16 years.

In un certo senso Mapping The Rust è il proseguo in lingua francese dell’indagine fotografica sul lavoro in Italia da cui è nato Workforce, edito da L’Artiere nel 2019 e a cui avevamo dedicato un articolo«Sì, il tema del lavoro è un mio grande interesse e volevo dare seguito a quel progetto – mi dice Michele Borzoni, che ho raggiunto telefonicamente – cercando di vedere dall’alto tra interni delle fabbriche e architetture qual è la relazione tra l’occupazione e la società. C’è sicuramente questa intenzione anche perché a mio avviso la questione è stata un po’ trascurata nell’attuale indagine giornalistica. Ho fotografato un’acciaieria nota in Francia per una lunga battaglia sindacale per rimanere aperta come sito produttivo e oggi comunque è riuscita a riconvertirsi producendo acciaio da materiali ferrosi di riciclo. L’immagine dei due operai che da 20 anni ci lavorano rappresenta la dicotomia tra la necessità di mantenere l’occupazione e la necessità di tutelare la salute e l’ambiente».

Il progetto di Borzoni, apprezzato fotografo con scatti pubblicati su numerose riviste italiane e internazionali, tra cui TimeNew York TimesNewsweek, ci mostra quartieri operai, picchetti dei gilet gialli, volontari del partito di Marine Le Pen o vecchie centrali a carbone dismesse. A 20 anni dal ballottaggio del padre Jean-Marie contro Jacques Chirac, in casa Le Pen si sogna l’incredibile prima volta di una donna all’Eliseo.

Se il vecchio “uomo nero” della politica francese fu sconfitto dalla mobilitazione generale per il voto utile, la figlia sembra avere qualche chance in più da un elettorato frammentato e stanco. La vittoria resta improbabile, la Francia non è l’America di Trump del 2016 – anche lì gli operai votarono “sovranista” – ma la destra è diventata da tempo egemonica in Europa e sta dettando l’agenda politica nel continente. 

Cover photo: © Michele Borzoni / TerraProject, Cambrai Charpentes, 2021, Rassemblement National volunteers campaigning for regional elections.