Il Gruppo Hera è oggi tra le maggiori multiutility nazionali, operativa principalmente nei settori ambiente (gestione rifiuti), idrico (acquedotto, fognature e depurazione) ed energia (distribuzione e vendita di energia elettrica, gas e servizi energia). Hera si conferma tra le aziende più interessanti in materia di tutela della diversità e dell’inclusione. Il risultato, figlio dell’integrazione di tali politiche alla strategia di Gruppo, è stato decretato dall’edizione 2018 del “Diversity and Inclusion Index” di Thomson Reuters. Il Diversity and Inclusion Index è un indice ideato e realizzato dal colosso internazionale dell’informazione finanziaria Thomson Reuters, che analizza le performance delle società sulla base di molteplici fattori, riconducibili a quattro aree: diversità, inclusione, sviluppo delle persone e controversie legate all’esposizione sui media.

Importante, da tutti questi punti di vista, il contributo che viene dalla formazione, dove si segnalano esperienze come i corsi di leadership e lo smart working, che favoriscono lo sviluppo delle risorse umane anche partendo dalle diverse caratteristiche di ciascuno, come sesso, età, formazione, abilità, predisposizione e competenze. Altri effetti positivi derivano senza dubbio dal piano di welfare aziendale, che in tante forme sostiene i dipendenti e le loro famiglie.

Le parole di Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera 

Nel Gruppo Hera riteniamo la diversità un valore. – commenta – Negli anni abbiamo dato impulso a politiche orientate a favorire l’inserimento, l’integrazione e la crescita dei nostri dipendenti. Oltre un quinto di essi è infatti composto da donne, che salgono al 31,3% nei ruoli direttivi, molto al di sopra della media di settore. Un risultato che si aggiunge al buon esito delle nostre politiche di welfare avviate dal 2016, con una attenzione particolare all’alternanza casa-lavoro: il piano di welfare, che ha interessato i quasi 9 mila dipendenti del Gruppo, ha registrato un’adesione pressoché totale ed arricchito un’offerta di servizi il cui valore supera i 3,5 milioni di euro all’anno.

La multiutility continua infatti a puntare sullo sviluppo di percorsi di carriera interni e personalizzati, un indirizzo che ha consentito di raggiungere una percentuale di donne nei ruoli di responsabilità pari, nel 2017, al 31,3%. Complessivamente in aumento, la quota di personale femminile si conferma peraltro al di sopra della media del settore (24,3% contro il 15,9%). A questi dati va poi aggiunta una percentuale di impiegati con disabilità che tocca il 4,3% della popolazione aziendale e contempla anche ruoli manageriali.

I risultati che emergono dall’indagine sul clima aziendale continuano a essere incoraggianti e trovano ulteriore conferma nell’assenza di controversie legate alla diversità e all’inclusione.

Tante, infine, le iniziative che danno concretezza al management delle pluralità, come le convenzioni per gli asili nido, i centri estivi, le numerose iniziative di conciliazione fra tempi di vita e di lavoro e le disposizioni in materia di congedi parentali, previsti non soltanto per le mamme e i papà ma anche per chi deve assistere parenti o anziani.

L’impegno del Gruppo Hera nell’ambito delle politiche di inclusione e tutela della diversità, d’altronde, parte da lontano e si consolida nel 2009 con la sottoscrizione della Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro, con cui l’azienda si è impegnata, assieme ad altri attori pubblici e privati, nella lotta contro la discriminazione sul luogo di lavoro. Fondamentale, inoltre, è stata l’introduzione nel 2011 del Diversity Manager, che ha l’obiettivo di favorire ulteriormente i processi di sviluppo delle politiche di inclusione e di valorizzazione delle diversità. Da tempo, infine, Hera aderisce al quinto obiettivo per uno sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, specificamente dedicato alla parità di genere.

Progetto Smart working

Nel corso del 2017, a seguito di un approfondito benchmark con altre aziende e all’emanazione della legge 81/2017 sul lavoro agile, è stato dato avvio al progetto “Smart Working”, che integra quattro dimensioni diverse: comportamenti e cultura organizzativa, tecnologie, tempi e spazi di lavoro. L’obiettivo del progetto è quello di  promuovere la produttività e l’efficacia lavorativa, utilizzare approcci lavorativi nuovi, ripensare le modalità collaborative e di lavoro in team, cogliere le opportunità che le tecnologie e la disposizione degli spazi possono offrire alle persone, trovando un maggiore bilanciamento tra lavoro e vita privata e privilegiando flessibilità, autonomia, fiducia e responsabilizzazione (delle persone e anche dei loro responsabili).

Il progetto si è focalizzato su diversi aspetti:

  •    Remote Working;
  •    lavorare anche fuori dall’abituale sede di lavoro (per i dipendenti in possesso dei requisiti);
  •    ripensamento degli spazi lavorativi per renderli maggiormente fruibili e meglio rispondenti alle esigenze lavorative;
  •    informazione e formazione diffusa sugli strumenti tecnologici in relazione alle attività da svolgere.

Nell’ambito del progetto, l’approccio scelto per implementare le iniziative di Remote Working, ha visto l’attivazione di 6 progetti pilota in diverse aree aziendali con l’obiettivo di monitorarne l’applicazione in vista di una successiva più ampia estensione.

La sperimentazione (da ottobre 2017 a marzo 2018), è stata avviata nelle seguenti aree:

  •          Direzione Qualità, Sicurezza e Ambiente Hera SpA;
  •          Direzione Commerciale e Marketing di Hera Comm;
  •          Direzione Vendite  in ambito Herambiente;
  •          Direzione Sistemi informativi Hera SpA;
  •          Sistemi informativi AcegasApsAmga;
  •          Sistemi informativi  MarcheMultiservizi.

All’avvio del progetto,  sono state effettuate diverse sessioni formative di approfondimento sui temi dello Smart Working che hanno avuto  l’obiettivo di sviluppare una corretta consapevolezza sul tema e presentare il modello e le modalità di applicazione che Hera ha scelto di adottare. Sono stati, inoltre, realizzati momenti formativi specifici sugli strumenti informatici, a partecipazione volontaria.

Nell’ambito dei progetti pilota è stata somministrata una survey ad avvio delle iniziative, che sarà riproposta nel primo trimestre del 2018, in modo da rilevare le differenze in termini di benefici attesi e di aspettative. Inoltre, nell’ambito delle iniziative di ascolto, nel mese di febbraio 2018 saranno organizzati specifici focus group (per responsabili e collaboratori) per rilevare indicazioni e buone pratiche a seguito dell’applicazione del Remote Working, avvenuta durante i mesi del pilota.

Il progetto ha favorito la riprogettazione “smart” di alcuni spazi disponibili all’interno delle  strutture del Gruppo, oltre che l’allestimento di temporary office sui principali territori.

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