Il 19 novembre a Milano primo appuntamento con lo “Smart Working Day”. Intervista al founder del format che dal 2017 condivide una nuova cultura per il mondo del lavoro.

Samuel Lo Gioco è uno “smart working evangelist”, nel senso che quando ha iniziato a parlare lui di lavoro agile in Italia non c’era neppure la normativa. Poi il suo Smart Working Day è diventato un format di successo, l’evento più completo e ricco di contenuti in Europa sul tema, pensato su misura per Manager e Responsabili HR. Adesso, dopo l’edizione virtuale del 2020 torna finalmente in presenza.

Vogliamo fare il punto con lui su questo ritorno “live”, primo appuntamento è il 19 novembre a Milano (presso Spaces, Corso Europa 15), replica a Roma il 25 novembre.

Samuel, come si arriva a questo Smart Working Day 2021, il primo dopo la pandemia?

<<Ormai di smart working ne abbiamo parlato abbastanza, adesso è il momento di capire come renderlo utile. Voglio dire, come nella realizzazione di una statua, prima si sgrossa la materia prima, poi si danno le forme e infine si fanno i ritocchi. Ecco, dopo aver avuto una normativa, averlo sperimentato tutti più o meno – anche a causa della pandemia – è il momento di capire come attuarlo veramente con un giusto approccio culturale>>.

Approccio peraltro seguito anche negli appuntamenti dello Smart Working Day dal 2017 a oggi…

<<All’inizio eravamo in pochi a parlarne e non avevamo neppure una normativa di riferimento, che fortunatamente poi è arrivata – la Legge n. 81 del 2017 – fornendo un quadro chiarificatore molto atteso. Certo una legge, per quanto importante, non basta se manca la cultura e l’organizzazione per diffondere il lavoro agile. È stato un processo che ha necessitato di tempo. Allo stesso modo, nel corso degli anni, gli appuntamenti dello Smart Working Day sono passati da raccontare cosa è lo smart working a come lo si implementa all’interno dell’azienda. Poi è arrivata la pandemia come ultimo step e adesso ci troviamo a ragionare su come lo smart working si è evoluto con la nuova normalità>>.

A proposito di pandemia, oltre al lavoro da remoto forzato per tutti, c’è stata l’esperienza dello Smart Working Village, la versione online del format. Sarà riproposto in qualche modo?

<<Il Village è stato una soluzione di emergenza in una situazione di emergenza. Abbiamo creduto che fosse l’occasione per confrontarci anche in un momento del genere proprio perché tutti stavamo vivendo l’esperienza del lavoro da remoto. Abbiamo sperimentato una piattaforma e proposto contenuti di qualità, ma la dimensione dello “Smart Working Day” è un format che prevede interazione dal vivo. In futuro abbiamo in mente dei contenuti streaming a completamento degli appuntamenti del “Day”. D’altra parte, se ci pensi, abbiamo sempre detto il lavoro agile funziona bene come mix di attività tra presenza e remoto>>.

Cosa troveranno i partecipanti?

<<Premesso che l’evento si svolgerà rispettando tutte le disposizioni in materia di normativa anti-Covid, lo Smart Working Day 2021 terrà fede al suo prestigio. È considerata dagli esperti del settore la “conferenza più importante in Italia sullo smart working” e quest’anno presentiamo grandi novità: Sarà in collaborazione con HRLink – il giornale online dedicato ai professionisti delle risorse umane; ci saranno speaker esperti coinvolti in un confronto diretto e sarà possibile rivedere tutta la conferenza “on demand” tramite accesso Web… Insomma vi aspetto!>>.