Le grandi compagnie delle telecomunicazioni si adeguano alla situazione di emergenza sanitaria e dopo l’accordo Vodafone – sindacati dello scorso 2 novembre, ecco che pure Wind Tre raggiuge l’intesa per un innovativo piano sperimentale di smart working ad adesione volontaria.

La società dell’AD Jeffrey Hedberg, in particolare, il 3 febbraio ha firmato con i sindacati un accordo sperimentale sul lavoro agile molto innovativo e merita per il nostro magazine raccontare alcuni punti, tanto che lo classifichiamo come caso si successo.

Non già sui risultati – si partirà dal 1° aprile e la nuova organizzazione sarà operativa fino al 31 marzo 2022 – quanto nella visione alla base che ci fa applaudire l’iniziativa che è orientata a diventare strutturale.

Vediamo nel dettaglio cosa è più innovativo per i dipendenti di Wind Tre, nell’accordo raggiunto con le sigle sindacali Slc – Cgil, Fistel – Cisl, Uilcom – Uil definito dall’azienda un “motivo di orgoglio”.

È il primo accordo di questo tipo per una grande organizzazione quale la società che fa capo alla multinazionale CK Hutchinson per l’equilibrio raggiunto tra regolazione e flessibilità. 

Notiamo da subito attenzione per la formazione con i dipendenti. Vi sarà un’attività di comunicazione e formazione obbligatoria specifica per lo smart working di almeno 1 ora alla settimana, insieme a 4 ore al mese per seguire dei piani di autosviluppo, fruibili in orario lavorativo.

È prevista l’organizzazione di specifici eventi in live streaming per illustrare i principali progetti e le strategie aziendali, con l’obiettivo di monitoraggio e garantire il costante senso di appartenenza.

Viene data la possibilità di lavorare in luoghi idonei ovunque in Italia.  Ovviamente in coworking se il dipendente non ha uno spazio idoneo a casa. In ogni caso, l’azienda metterà a disposizione di sedie ergonomiche gratuite a chi ne fa richiesta per ruolo, con ordine di priorità agli operatori del call center. 

La disconnessione garantita è flessibile e le dotazione hardware in capo all’azienda con Wi Fi SIM, computer e smartphone. Tralasciando un’offerta di collegamento alla rete internet ad hoc – qui non ci sono problemi di prezzo, data la natura del business di Wind Tre! – è interessante il nessun vincolo di giornate previste di lavoro agile.

Flessibilità ed equilibrio la ricetta per lo smart working.

La nostra sensazione positiva – confermata dalle parole di Marco Mondini, il Direttore Relazioni Industriali di WindTre – è sulla volontà del management di intavolare un accordo dove il focus non fosse sulla quantità di giorni lavorati in presenza o da remoto, bensì sulla libertà di scelta in base alle esigenze professionali e personali del singolo dipendente. 

Dando il benvenuto a questo caso, in un momento in cui siamo ancora nell’emergenza sanitaria, torniamo ancora a marcare come sia essenziale arrivare al giusto equilibrio tra il lavoro da remoto e il lavoro agile vero e proprio. 

Considerando che lo smart working è una tendenza irreversibile, la sfida per il legislatore sarà chiarire tutti i punti per rendere questa esperienza di lavoro forzato da casa il nuovo modello di impiego migliori per tutte le parti.

I casi aziendali come quello di Wind Tre li accogliamo pertanto come l’occasione per dare uno stimolo a tutte le imprese che cercano di ricostruirsi una nuova normalità di operatività. E magari di ripensare la propria organizzazione.

Foto di copertina: la sede di Wind Tre S.p.A. a Rho

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