Rischi e opportunità da valutare per i responsabili HR prima di sottoporre almanagement questo percorso.

A margine dello Smart Working Day di Roma dello scorso 21 novembre, sì è tenuto un momento di approfondimento con un workshop su come si costruisce l’azienda agile del futuro. Quali sono i rischi e le opportunità per i professionisti che ricoprono ruoli di HR?

Parlando di Smart Working tra i curatori del seminario (Tommaso Pierozzi, Luca Randighieri e Massimo Maraziti di Process Factory) e i partecipanti, dato che al momento non si segnalano esperienze fallite, abbiamo convenuto che l’ostacolo alla sua applicazione sta spesso nell’approccio del management. Ma non c’è solo l’aspetto della resistenza culturale dei vertici aziendali, anche lo stress che ogni cambiamento si porta inevitabilmente dietro è da valutare.

Quindi, se superficialmente può sembrare solo positivo dare ai collaboratori flessibilità, ecco che uno scenario di seria applicazione deve prendere in considerazione tale rischio. I primi a far scattare i campanelli d’allarme sono i manager che hanno paura di perdere il controllo sui lavoratori e quindi è con i capi il primo punto da affrontare. Intraprendere tale percorso porta benessere alle persone, ma potrebbe essere pure l’occasione di darsi una mission per i prossimi anni.

Si tratta di far passare il messaggio che non è solo la concessione di lavorare da casa il venerdì, bensì che la forma gerarchica sarà contaminata da decisioni diffuse. Fino al cambiamento dei processi decisionali stessi in certi casi. Se i collaboratori non lavorano più “a silos”, se si ripensano gli spazi interni e dal lavoro agile si passa a un’azienda agile, andremo a cambiare le regole organizzative stesse. Questo scenario deve essere curato culturalmente con tutti i soggetti coinvolti. Oggi ogni management ha imparato a gestire problemi di controllo, formazione e motivazione dei dipendenti, ma se questi non sono presenti il discorso cambia!

Lo Smart Working ha il suo perno sulcome”, non sul “cosa. Il processo decisionale passa dalla gerarchia alla competenza e l’attività passa dal metodo al risultato. Quindi qual è la capacità di resistenza allo stress del cambiamento organizzativo? Management e lavoratori devono mettersi in gioco, per qualcuno uscire dalla propria confort zone, rendersi conto che si va a influenzare la vision aziendale e possono nascere nuove opportunità.

Dai liberi professionisti ai tecnici esterni come il social media manager, l’azienda ha già esperienza di una forza lavoro “liquida”. Ma allargare questa modalità semplicemente perché le connessioni internet consentono di lavorare fuori ufficio non è un buon motivo per fare lo Smart Working. La tecnologia ha permesso l’attuazione di questa nuova modalità di svolgimento del lavoro, tuttavia lo strumento digitale è solo un facilitatore e non una scorciatoia. Il percorso di un responsabile HR prevede così di anticipare degli scenari futuri e valutarne i rischi, non sia solo una moda a cui accodare l’impresa.

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