Un percorso formativo e una ricerca applicata in partnership tra il Dipartimento di Management dell’Università Bologna e Manageritalia Emilia Romagna sui modelli di smart working digitali e il loro impatto sulla sostenibilità.

Smart working e sostenibilità, forse i nostri lettori si ricorderanno di un articolo del 2020 dedicato ad un software chiamato Smafely che permette di calcolare i benefici del lavoro agile. Lo ha messo a punto Stantec, la multinazionale canadese – con una sede a Milano – nel campo della progettazione e consulenza ingegneristica e architettonica.

Dopo un anno torniamo a parlare di Smafely. Stantec – che vanta una nomination da Corporate Knights per le aziende più sostenibili al mondo – ha siglato un accordo con il neonato Sustainability & Circular Economy Lab (unapartnership tra il Dipartimento di Management dell’Università di Bologna e Manageritalia Emilia Romagna, associazione di oltre 2400 quadri, dirigenti e professionisti del terziario) per un progetto di ricerca sullo smart working: Smart&Value.

Si rivolge alle aziende e ai loro manager che vogliono misurare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del loro modello di organizzazione del lavoro in smart working.

Lo scopo è quindi coinvolgere le aziende proprio per capire meglio tutti i benefici del lavoro agile su base scientifica, ovvero analizzando dei dati reali. Il progetto è pensato puntando al coinvolgimento di 15 imprese – operanti nel settore privato e non – che vogliano mettersi in gioco e misurare quanto è sostenibile il proprio modello di smart working

Su un panel di dipendenti compreso tra 10 e 50 per ogni azienda, è possibile verificarne l’impatto sulla loro sostenibilità ambientale e sociale. 

Le fasi del progetto Smart & Value. 

Smart & Value si compone di due fasi distinte ma correlate. Nella prima, dopo un training sugli aspetti digitali, organizzativi e psicosociali del lavoro flessibile, inizierà un primo periodo di utilizzo del software Smafely (che permette di pianificare il lavoro, singolarmente e livello aziendale, da remoto e rilevare dati precisi sui risparmi quali tempo, denaro, km percorsi, emissioni inquinanti ecc.) da parte di un gruppo di dipendenti utilizzatori, per poi procedere alla raccolta finale dei dati.

A questo punto, segue la seconda fase, un’indagine quantitativa/ qualitativa del Lab, condotta da un pool di ricercatori dell’Università di Bologna. Attraverso delle interviste al panel si mira all’elaborazione e la presentazione della ricerca finale, ottenendo indicazioni generali sulla relazione tra lavoro a distanza e impatto sostenibile.

In Stantec, i benefici dello smart working per le persone, l’ambiente e l’azienda, sono elementi tangibili che hanno anzitutto imparato a misurare su di loro in questi anni, grazie alla volontà e la lungimiranza dell’Amministratrice Delegata Emanuela Sturniolo. Già dal 2016, infatti, un anno prima che uscisse la normativa italiana, la Dott.ssa Sturniolo aveva creduto nel “lavoro agile” in forma strutturata.

La partecipazione di un’azienda a questo progetto diventa così significativo proprio perché grazie all’applicativo Smafely è possibile una migliore pianificazione del calendario e delle attività dei collaboratori da qualsiasi posto essi stiano operando.

Inoltre, diventa possibile raccogliere ed utilizzare dati chiari e puntuali sui benefici e i risparmi (ambientali, economici e sociali) del programma di smart working a supporto delle proprie politiche di sostenibilità, welfare e della propria rendicontazione non finanziaria.

Come abbiamo più volte sottolineato, è vero smart working se c’è un momento di verifica dei risultati, indispensabile per le aziende focalizzarsi su innovative linee guida per la misurazione e la valorizzazione della sostenibilità del futuro lavoro flessibile.

Cogliamo quindi l’occasione per segnalare che le adesioni al progetto Smart & Value dovranno pervenire entro il 10 giugno, a questo link

Guarda la nostra intervista: