Stantec è una delle principali società di consulenza e progettazione ingegneristica ed architettonica al mondo nei settori delle infrastrutture, energia, acqua, ambiente e sostenibilità. Con i suoi 200 anni di storia, oggi è un’organizzazione di circa 22,000 persone che operano in America, Europa, Asia, Oceania. In Italia è presente con una sede principale a Milano ed un altro ufficio a Roma.

Nella sede italiana di Stantec, nonostante, per la natura del proprio lavoro, i collaboratori fossero da sempre abituati a lavorare per obiettivi e da remoto per esigenze logistiche – ad esempio gli ingegneri dal cantiere – l’home working era stato introdotto in tempi non sospetti. Già dieci anni fa, addirittura, come strumento di welfare. Poi, dal 2016, un anno prima che uscisse la normativa italiana, con l’Amministratore Delegato Emanuela Sturniolo è diventato “lavoro agile” in forma strutturata.

Fare smart working a Stantec

L’AD ha invitato il personale ad un cambiamento organizzativo con lo smart working proposto fino a 3 giorni lavorativi. Oggi data l’emergenza COVID-19 è stato facilmente e immediatamente esteso a 5 giorni. Quindi, non solo una politica che favorisce il benessere, ma anche una modalità introdotta con lo scopo di diffondere la cultura di un nuovo modo di lavorare. Da un anno, in Stantec è pure presente la figura del Culture Manager per accompagnare il consolidamento del progetto.

Oltre al nuovo paradigma culturale, c’è un aspetto che necessita di approfondimento: la misurazione dei risultati dello smart working. Il programma di smart working in Stantec è accompagnato dalla creazione di un Osservatorio interno che raccoglie i dati. Questo ha permesso di implementarlo e in seguito dare una lettura numerica dei benefici: quanto tempo, denaro, distanza ed emissioni inquinanti si evitano grazie al mancato spostamento casa-lavoro? E quanto spazio si risparmia in ufficio? 

Misurare i benefici: arriva Smafely

Per dare una risposta ai quesiti sopracitati e monitorare internamente questo importante cambio di passo è stato sviluppato internamente Smafely. Si tratta di un software basato su un algoritmo che calcola la massa di ben sette composti: N2O, NOx, CO, CO2, COV, PM2.5 e PM10. Sono considerati come fattori di inquinamento evitato indirettamente mediante una giornata di smart working. Inoltre valuta fattori economici personali e aziendali e al risparmio di tempo. Prendendo i dati disponibili sul sito di Stantec, in 18 mesi, calcolando solo un giorno lavorativo per 100 dipendenti, hanno risparmiato complessivamente:

  • 25 tonnellate di CO2;
  • 29.000 Euro;
  • 180.000 km;
  • 5.150 ore.

Considerato che molte altre aziende possono avere l’esigenza di raccogliere dei dati puntuali sullo smart working, ecco che Smafely, da sistema interno, è ora pronto per essere offerto come servizio. È rivolto a tutte quelle realtà che vogliono monitorare i risultati del loro progetto di smart working.

Nel 2019, infatti, in collaborazione con la start up innovativa Dilium, Stantec ha sviluppato una versione web di Smafely. Il software è in fase di sperimentazioni su altre realtà e presto sarà un mezzo a supporto di quelle che volessero intraprendere un percorso di cambio organizzativo. Con la sua capacità di raccolta dati risponde anche ad altre esigenze di misurazione, ad esempio la privacy e la sicurezza. 

Per saperne di più vi ricordiamo di partecipare al webinar di Smart Working Day del 31 marzo ore 11:30 dal tema: “Misurare e monitorare lo smart working: come farlo in salute e sicurezza, abbattendo costi e inquinamento”. Presenti Paola Favarano, responsabile Stantec Academy e Cecilia Razzetti con Antonello Cuomo di Stantec. Questi ultimi inventori del software che permette di raccogliere dati relativi alle tre dimensioni della sostenibilità aziendale: quella sociale, quella economica e quella ambientale. 

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