Cecilia Razzetti, Senior Project Manager di Stantec, parteciperà a uno degli speech che potrete seguire allo Smart Working Day di Milano il 17 Ottobre.

La Stantec è una multinazionale che si occupa dello sviluppo di progetti ingegneristici e architettonici per l’ambiente, l’energia e le infrastrutture. Conta più di 22.000 dipendenti distribuiti in oltre 400 uffici in tutto il mondo.

Giulia. Perché investire nello Smart Working?

Cecilia. Il nostro percorso all’interno dello smart working inizia nel 2008, l’azienda ha deciso progressivamente, negli anni, di passare da 15 giorni l’anno agli attuali 3 giorni alla settimana.

Il passaggio da lavoro tradizionale a smart working è iniziato proponendo ai nostri dipendenti di far parte di un osservatorio interno coordinato dalla Responsabile delle risorse umane, per valutare l’impatto di questa nuova modalità. Integrando la formazione con incontri dove venivano esposti e discussi i pro e i contro e come affrontarli.

Abbiamo notato che permettere ai nostri lavoratori di lavorare parzialmente da casa li rendesse meno stressati, più fidelizzati all’azienda e al contempo più efficienti e concentrati su ciò di cui dovevano occuparsi.

Insieme al collega Antonello Cuomo, il nostro IT Manager, ho sviluppato un software, Smafely che ci ha permesso di misurare l’impatto positivo di questa scelta calcolando, insieme al numero di giorni di smart working richiesti complessivamente per ogni mese, i risparmi legati a più parametri:

Emissioni nell’atmosfera
Tempo
Costi per il dipendente
KM percorsi

Attualmente, in partnership con la start-up innovativa Dilium, stiamo finalizzando una versione più avanzata di Smafely, pronta anche per le altre aziende “smart”.

Lavorare da casa non solo dà al dipendente più tempo per se stesso e i suoi affetti: evitare di percorrere il tragitto casa-lavoro consente di diminuire le emissioni di inquinanti nell’atmosfera, ridurre il tempo perso nel traffico ed i costi associati. Aumenta inoltre la sicurezza del dipendente grazie a un minor rischio di incidenti in itinere. Anche l’impatto sulla salute dei dipendenti è stato positivo, si è infatti registrato un calo delle malattie di durata inferiore a tre giorni.

Per quanto riguarda la nostra azienda abbiamo deciso di impostare una fascia oraria lavorativa dalle 7.00 alle 21.00 nell’ambito della quale svolgere le ore lavorative previste dal contratto. Eventuali interruzioni della reperibilità devono essere segnalate mediante l’apposito campo del software, in modo che i collaboratori e il referente sappiano quando il lavoratore non è disponibile, garantendo la fluidità delle comunicazioni.

Oltre all’orario lavorativo, l’utilizzo del software consente di tenere traccia del luogo e delle condizioni dell’ambiente in cui si lavora. Alcuni campi del software prevedono l’autocertificazione da parte del dipendente dell’idoneità della connessione internet, delle condizioni ergonomiche, dell’illuminazione e della rumorosità del luogo scelto per lo smart working, in modo da sensibilizzare su queste tematiche.

Ringraziamo Cecilia Razzetti e la Stantec per la disponibilità e ci vediamo allo Smart Working Day!