Tutte le canzoni narrano una storia e quando trattano temi profondi o raccontano situazioni che abbiamo attraversato ci rimangono più attaccate. Risuonano in noi con un’intensità diversa.

Lunedì scorso nella rubrica Musica e Persone ci siamo fatti condurre da Consequence dei The Notwist.

TU SEI IL COLORE, IL MOVIMENTO E LA ROTAZIONE è così diventato il topic della serata settimanale su ClubHouse che conduciamo Samuel, Eleonora e io, Mara Cassardo.

Trasportati dalle note e dalle parole abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca dei nostri limiti, chiedendoci come facciamo a riconoscerli.

Strano.

Abbiamo una impavida voglia di cambiare molte cose, ma restiamo per anni ancorati alla paura di fallire. E proprio per quella paura i limiti diventano muri. Si solidificano in credenze. Che ci impediscono di procedere, di valorizzarci.

E la consapevolezza di possedere un limite fa nascere la paura che possa essere invalicabile.

Immaginate poi se stiamo in ascolto pedissequo di chi ci sta intorno. Se lasciamo che il parere altrui crei il condizionamento. Ma in fondo siamo sempre noi a imporceli, anche quando lasciamo che il condizionamento degli altri costruisca la nostra verità.

Ed emerge la paura. Del fallimento soprattutto.

Ma è riconoscendo e accettando la nostra soggettività che possiamo arrivare al nostro limite. Toccarlo. Sentirlo. E provare a superarlo.

E il fallimento assume un sapore differente. Diventa esperienza. Opportunità.

Perché grazie al fallimento possiamo concederci la possibilità di crescere. Di affrontare una possibilità diversa.

Qualcuno dice ‘I mari tranquilli non hanno mai fatto persone interessanti’.

E allora ci lasciamo trasportare dall’immagine del mare in tempesta e del navigatore esperto che seppur nella paura, si arrischia e resiste. Forse non domina. Ma con resilienza scorre e va avanti.

Ma sorge anche l’idea del gabbiano che non si accontenta e guarda in alto verso il cielo, verso un nuovo obiettivo da raggiungere.

Come riuscire a essere quel marinaio?

Come rivolgere lo sguardo in alto assomigliando al gabbiano?

Ascoltare le nostre emozioni è una risposta, ma anche accettare che chi ci sta intorno possa farci da specchio. Ossia riconoscerci nell’altro, accettare che spesso quel che vediamo nel nostro vicino non è altro se non una rappresentazione di noi stessi.

Conoscerci. E tendere ad azioni che siano libere dal condizionamento. Spinte da ciò sentiamo essere giusto, in maniera il più profonda possibile.

E questo significa Libertà, ossia trovare la possibilità di essere davvero noi stessi. Accettare di essere noi stessi.

In tutte le nostre esperienze siano esse positive oppure negative. Riconoscendo che il limite potrebbe essere anche un giudizio che diamo di noi stessi. E allora proviamo a toglierlo dandoci la possibilità di superarlo. Magari di cadere. E poi di rialzarci. Smettendo di costruirci percorsi ideali lontani dalla realtà del Sé.

In fondo ognuno ha avuto un suo percorso e quello che oggi è diventato ne è proprio il risultato. E in questo c’è bellezza. E c’è unicità.

Dobbiamo essere fieri della strada che abbiamo fatto e della storia che possiamo raccontarne.

Quante riflessioni possono emergere dall’ascolto di una canzone? Infinite. Quelle dei The Notwist hanno risuonato con noi rimbalzando e avvolgendo pensieri ed emozioni.

Prova ad ascoltare Consequence e a lasciarti andare, magari ne verranno fuori ancora delle altre.

Ti aspettiamo tra 2 lunedì, il 10/5 alle 21.00 per il prossimo appuntamento emozionale: lunedì 3/5, invece, ci carichiamo per l’evento Smart Working Village.

Se vuoi rimanere aggiornato o aggiornata su questa iniziativa non dimenticate di seguire il club SMART WORKING ITALIAN su ClubHouse e LinkedIn.