È uscito questa estate, edito da L’Artiere, il volume illustrato “Workforce” del fotografo Michele Borzoni (collaboratore di Newsweek, Time, Vanity Fair, Elle, L’Espresso, Finalcial Times e molti altri). Si tratta di una raccolta di scatti che testimoniano il declino dell’occupazione e le nuove forme di impiego nell’epoca dell’Industria 4.0 in Italia. L’opera è corredata da testi accompagnatori a firma della giornalista Roberta Carlini, che ha scelto di introdurre il progetto partendo da un assunto solenne: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Così il primo articolo della nostra Costituzione, ma quale tipo di lavoro e quanto ancora incide sulla formazione del PIL si chiede? Quello inteso come occupazione salariale, ha perso progressivamente di valore rispetto al capitale dalla metà del Novecento. Dal 2000, poi, il confronto è spietato, in Italia come in ogni paese ad economia avanzata. Sempre più precario e sempre meno concorrente alla ricchezza nazionale, “il lavoro” ha ormai un significato diverso per chi è nato a partire dagli anni ’80 rispetto alla generazione dei padri costituenti.

Workforce si inserisce così in un momento topico della Storia Economica contemporanea. La grande crisi, scatenata con la fine della bolla speculativa della finanza nel 2008, attaccando l’economia reale, ha avuto come nefasta conseguenza proprio la riduzione degli occupati. Di contro, il capitale ha aumentato la sua rendita in maniera impensabile fino a non molto tempo fa, spinto da nuove forme di creazione di valore. È la new economy, quella di Amazon ad esempio, che guadagna sulla movimentazione delle merci e non sulla loro produzione. Ecco quindi fotografie di centri logistici, ma anche palazzetti dello sport ospitanti migliaia di candidati per un concorso pubblico da pochi posti, call centers, aste fallimentari, capannoni dell’industria manifatturiera dismessi, picchetti sindacali a difesa di lavori che stanno per sparire o semplicemente in trasferimento all’estero dove costano meno. Perché anche “la crisi” ha fatto un lavoro: pulizia.

I luoghi fotografati da Borzoni sono l’istantanea di un mondo che è stato investito da un cambiamento epocale. Il libro chiude però con un capitolo che è una nota di ottimismo: le foto che immortalano quei lavoratori licenziati e ripartiti proprio con il recupero delle loro fabbriche fallite. Questa è l’unica serie dove gli operai tornano al centro della scena, guardano l’obiettivo della macchina fotografica da protagonisti e si riprendono il loro futuro. È una speranza data da nuove modalità di lavoro: cooperativo, orizzontale, “smart”, che restituiscono dignità ai lavoratori.

Workforce, con la forza straordinaria delle immagini, è una chiave di comprensione del momento di cambiamento che stiamo vivendo. Le foto che accompagnano questo articolo le pubblichiamo per gentile concessione dell’autore e chi volesse recuperare il libro rimandiamo al sito della casa editrice:

Michele Borzoni – Workforce – L’Artiere Publishing

Foto: Michele Borzoni

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