“MENS SANA: Consapevoli e Felici”
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I dati Eurostat ridimensionano molte certezze sul lavoro da remoto: nel 2025 solo l'8,9% degli occupati europei lavora abitualmente da casa e in Italia appena il 2,7%. Tra gli autonomi siamo al 5,3%.

Il lavoro remoto rappresenta un’enorme opportunità per città, regioni e paesi. Ma trasformare remote worker e nomadi digitali nella soluzione a problemi strutturali rischia di essere una scorciatoia narrativa più che una vera policy.

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Dal policy brief del Politecnico di Milano emerge una verità scomoda: il lavoro remoto è ovunque, ma senza un linguaggio comune resta un vantaggio incompleto per imprese e territori
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Un’analisi del Financial Times riapre il dibattito sulle assunzioni di profili junior. Ma forse il problema non è né l’intelligenza artificiale né il lavoro remoto. È il modo in cui le aziende hanno smesso di investire nella formazione.
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La nuova trasparenza salariale non riguarda gli stipendi ma i criteri che li determinano. Le aziende dovranno giustificare differenze retributive e carriere. Sotto esame finisce il management.

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